di Elisabetta Grassi
Un silenzio commosso ha accolto l’arrivo dell’ultima tappa del viaggio terreno dell’allenatore più amato dai reggiani, Pippo Marchioro, scomparso nei giorni scorsi a 90 anni, a Cesena, città dove risiedeva da anni, dopo la scomparsa della moglie, insieme alla famiglia. Nella piccola chiesa della Madonna delle Rose – situata nel cuore della cittadina romagnola e a pochi passi dalla sua abitazione di via Fiume – in una calda mattina di un sabato agostano il sacerdote Pierluigi Tonelli ha ricordato lo straordinario percorso del mister nel mondo dello sport, e ha aggiunto: "Giuseppe ha dedicato la vita al contatto coi giovani. A loro ha trasmesso le tecniche calcistiche, certo, quelli che potremmo definire ‘i segreti del mestiere’. Va benissimo, ci mancherebbe. Ma c’è di più, qualcosa di straordinariamente importante, ha trasmesso loro quei valori che rendono la nostra vita un capolavoro. Giuseppe ha insegnato l’amicizia, la solidarietà, il farsi carico del più fragile, il rispetto. Ha lasciato un patrimonio umano per far sì che, chi lo ha conosciuto, potesse appropriarsene e, a sua volta, consegnarlo alle generazioni che verranno dopo. L’altro, quello che faceva in campo, era lavoro. Questo è il suo vero capolavoro. In carriera ha ricevuto tanti premi, ma questo, quello più importante, glielo ha consegnato Gesù".














