Giuseppe Marchioro, detto Pippo, ex tecnico del Milan che per anni ha vissuto a CamaioreRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Qui avete tutto. Il mare, la collina, la montagna, si mangia bene. E’ un piccolo paradiso terrestre". Giuseppe ‘Pippo’ Marchioro – scomparso ieri a 91 anni - si era innamorato di Camaiore e dintorni fin da quando, sulle fine degli anni ‘50 aveva preso parte al torneo di Viareggio con la maglia del Milan vincendo l’edizione del ’57. E quando la sua carriera da allenatore era decollata aveva deciso di comprare una casa a Lido nella zona del Secco, cominciando a coltivare molte amicizie, ad esempio con la famiglia Tosi che gestisce il ristorante La Risacca e il bagno La Perla, per poi frequentare soprattutto nell’estate del ‘76 il bar Leda in via del Fortino: era l’anno in cui aveva fatto il salto di qualità, diventando allenatore del Milan.
E tutti i tifosi rossoneri volevano sapere qualcosa sul futuro della squadra (memorabili gli schemi fatti con i birilli sul panno verde del biliardo, con Gianni Rivera spostato sulla fascia destra). La sua cerchia di amicizie diventava sempre più vasta anche perché era attratto dalla zona collinare: così Camaiore diventò un’altra tappa obbligata, con un altro circolo di amici che condividevano con lui la passione per lo sport, il calcio in particolare, e il piacere di confrontarsi sui temi del vivere quotidiano. Da Lido si trasferì nella zona collinare della Silerchie, una villa che nel tempo diventa per lui e per l’amata moglie, la signora Liliana, una delizia ma anche una croce. Prima un tentativo di furto, poi una prima rapina (con bottino modesto il 7 febbraio 2008) e infine il 21 agosto 2013 il bis con banditi armati e mascherati che vanno a caccia della cassaforte che non c’è ma portano via tutti i ricordi di una vita dell’allenatore.










