Lucca, 7 agosto 2026 – Periodo davvero tristissimo per la musica, che a distanza di una settimana dalla scomparsa di Glen Hansard, deve sopportare anche la partenza di Francesco Guccini. Stavolta non è salito sul solito treno locale che dalla sua Pavana lo portava a Bologna e da lì, ovunque, ma quello che lo consegna definitivamente alla leggenda. Spesso, quel treno, il “maestrone“, come molti lo chiamavano affettuosamente, lo ha anche portato anche a Lucca e non solo per suonare: frequenti sono state, in certo lasso di tempo, le sue puntate in città, dovute a motivi personali, che si concludevano, di solito, con un pranzo o una cena a Gli Orti di via Elisa, dove non negava mai una battuta o una foto. Ma questo era lui, che accoglieva anche in casa, finché ha potuto farlo fisicamente, chiunque andasse a Pavana per salutarlo.
Una vita tra musica e cultura
Il suo essere di compagnia, il bicchiere di vino, le sue battute, ma anche la sua profondissima cultura, figlia di studio e di curiosità verso il mondo, ma con la solida base delle sue radici, sono state la molla di una vita spesa tra musica e poi libri, insieme all’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri di un college americano a Bologna.










