Nuovo studio riabilita gli zuccheri, sottolineando come abbiano avuto un ruolo centrale nella nostra evoluzione

Molti li demonizzano, accusandoli di attentare a una perfetta forma fisica. Ma gli zuccheri - frutta, miele e altri alimenti naturalmente dolci - potrebbero aver contribuito all'evoluzione del cervello umano e ora si ritiene che abbiano avuto un ruolo più importante di quanto si pensasse in precedenza. Lo suggerisce un nuovo studio che nella sfida 'carboidrati versus proteine' segna un punto a favore dei primi, invitando a riconsiderarli sotto una nuova luce grazie alle evidenze che emergono da circa 4 milioni di anni di evoluzione. I risultati potrebbero anche rispondere a una domanda che assilla tanti: perché desideriamo così spesso cibi dolci?

Zuccheri e cervello, perché desideriamo così tanto i dolci

La ricerca condotta dalle Università di Sydney e di Glasgow e pubblicata su 'Science' ha sviluppato un modello del fabbisogno di glucosio degli esseri umani e dei loro antenati partendo da questo lontano passato fino ai tempi recenti. Gli autori hanno scoperto che gli zuccheri naturali potrebbero aver fornito l'energia necessaria a sostenere lo sviluppo del cervello prima che l'avvento della cottura rendesse più digeribili gli alimenti ricchi di amido come tuberi e cereali. "L'amido grezzo non rilascia glucosio, il che significa che i primi esseri umani probabilmente si affidavano a cibi naturalmente dolci molto prima che i cereali diventassero una parte regolare della dieta", dice l'autrice principale Jennie Brand-Miller, docente di nutrizione umana al Charles Perkins Centre e School of Life and Environmental Sciences dell'Università di Sydney.