Per il 15 agosto i marocchini si stanno mobilitando per rientrare nell’exclave spagnola in Marocco ma nel frattempo Pedro Sanchez è in vacanza. E nonostante gli attacchi all’Italia del premier, e del governo, spagnolo socialista che si discosta dalle politiche europee di rimpatrio e dagli hub esterni proposta dall’Italia, il Paese iberico ha già realizzato delle “carceri” (come le definiscono i media spagnoli) in Mauritania. “Sánchez predica bene e razzola male, lo fa in tantissimi ambiti. La Spagna non solo ha copiato il modello Albania, perché il premier che è un furbetto ha capito che l’idea della Meloni era l’unica nuova idea dell’Europa, quello che stanno un po’ capendo tutti, e cioè non tanto risolvere il problema delle grandi immigrazioni con pochi posti, ma porre la questione di mettere gli hub fuori dai confini, in modo da abbassare la tendenza della criminalità a portare ondata di persone irregolari dentro l’Unione Europea, sapendo che poi una volta dentro è praticamente impossibile uscire”, ha dichiarato il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, ospite de Il Giornale.“Nello stesso tempo la Spagna ha il record di morti in mare, mentre l’Italia, dove vediamo Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia, perennemente sotto accusa, ha il record dei salvataggi. Ovviamente ogni tanto capita una tragedia in mare che nessuno di noi vuole vedere, ma la differenza è che noi abbiamo il record dei salvataggi e loro hanno il record delle morti”, ha aggiunto. “Anche come si stanno comportando: il premier in ferie, mentre fa finta che questa exclave, come la chiamano, cioè questa Lampedusa pronta a far entrare in Europa e poi far arrivare negli altri Paesi l’ondata che l’Italia oggi respinge, sia un fatto casuale e non sia figlio, invece, delle politiche che la Spagna fa per attrarre l’attenzione di quel mondo socialista che ormai si è reso, in qualche maniera, succube non dell’immigrazione o dei migranti, che sarebbe una cosa nobile, ma dell’immigrazionismo, cioè di chi guadagna su queste migrazioni che hanno come finale, quando non c’è la morte, delle vite completamente diverse da quelle che queste persone si aspettano”, ha aggiunto, concludendo che “il voto dell’Europa, dove ormai solo la Spagna tende a frenare l’idea di un cambiamento, si avvicina invece a quello dell’Italia che da sola, come un cane che abbaia alla luna, per 4 anni ha spiegato che bisogna porre un confine europeo sul Mediterraneo. E questa è la prova, queste immagini, questi servizi che avevamo raccontato a noi”.Ma nel frattempo a Ceuta l’emergenza non è finita, perché oltre alla probabile invasione c’è anche il problema di quelli che sono rimasti dentro i confini, alcuni dei quali già espulsi dal Paese, in alcuni casi perché considerati legati al mondo jihadista.Questo elemento si sposa con un altro ancora più grave, perché circolano nei social marocchini dei veri e propri cartelli di ricerca, come quelli del vecchio west “Vivo o morto”. Li hanno messi in circolazioni i marocchini, forse per provocazione ma non è dato saperlo. Ci sono i volti di soggetti spagnoli che si sono ribellati all’invasione quando i marocchini hanno assaltato la città e per ognuno di loro è stata indicata anche una taglia. Boutade social? Non è dato saperlo, ma questo volantino sta circolando moltissimo online anche tra gli abitanti di Ceuta, chiaramente spaventati. All’interno della città autonoma sono presenti soggetti poco raccomandabili, sono state trovate perfino delle armi nascoste nella boscaglia attorno alla città, per non parlare dei coltelli con i quali i marocchini si riprendono orgogliosi nelle strade di Ceuta. Questo clima di paura e di abbandono causato dall’atteggiamento del governo, che secondo i residenti di Ceuta ha minimizzato quanto accaduto, ha causato una reazione da parte degli spagnoli dell’exclave che, come raccontano i media spagnoli si stanno organizzando in ronde fai-da-te per andare a prendere tutti i marocchini e irregolari che si trovano all’esterno della città. “Gruppi di residenti hanno bloccato gli ingressi con recinzioni e montano la guardia 24 ore su 24 per chiudere il passaggio agli estranei”, si legge sui media. La denuncia sarebbe partita da una rappresentante socialista che ha agito in difesa di un marocchino che le ha raccontato di essere stato picchiato, mostrandole i lividi. El Pais riferisce inoltre che in gruppi di WhatsApp, ai quali ha avuto accesso, i partecipanti si sarebbero organizzati per “andare a prenderli tutti”, scambiandosi posizione e immagini di migranti nascosti nei boschi o lungo le scogliere per evitare i rimpatri. Che sia giusto o meno, nel momento in cui i residenti sentono il dovere di difendersi da soli c’è un problema.
“Vivo o morto”. Ora i marocchini mettono la taglia sugli spagnoli che si sono ribellati a Ceuta. Cerno al tg4: “Sanchez predica bene e razzola male”
Probabilmente è provocazione ma gli spagnoli dell’exclave ora hanno paura e hanno organizzato le ronde per andare a prendere tutti gli irregolari ancora in giro














