Il presidente del consiglio spagnolo, Pedro Sanchez, ha reagito con il consueto aplomb istituzionale alla grave crisi provocata dall’invasione di migliaia migranti provenienti dal Marocco sotto gli occhi delle forze dell’ordine marocchine che non hanno mosso un dito mentre entravano – a nuoto o scavalcando muri e recinzioni – nel territorio dell’enclave spagnola sulla costa africana.

In un comunicato Sanchez informa che «Il governo spagnolo si sta impegnando nel dare una risposta immediata alla situazione a Ceuta. Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, lavorando con le autorità marocchine e internazionali, e preparando le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile. Questo è ciò che abbiamo appena comunicato al Presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas. E’ tempo di costruire soluzioni, con responsabilità e cooperazione».

Un appello e un monito rivolto al governo marocchino (indispettito per i recenti accordi tra Madrid e l’Algeria che appoggia il fronte Polisario che chiede l’indipendenza del Sahara Occidentale, un’ex colonia spagnola occupata dal Marocco) e alla destra spagnola ed europea che si stanno scatenando e che accusano Sanchez di voler attrarre migranti in Spagna e nell’Unione europea.