I motivi per dubitare che il “campo largo” sia un’opzione realistica sono molti. Parliamo dell’eventuale ampia alleanza tra i principali partiti di centrosinistra che si oppongono al governo di Giorgia Meloni, il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra. Tra gli altri, l’argomento su cui una sintesi è evidentemente più complicata è la difesa e di conseguenza l’atteggiamento da tenere sulla guerra in Ucraina contro la Russia. Mercoledì, in parlamento, c’è stato un esempio chiaro della distanza tra i partiti del centrosinistra su questo, ma è un argomento che ha creato imbarazzi fin dall’inizio.

Dare o meno sostegno finanziario e militare all’Ucraina vuol dire concretamente scegliere come votare sulle sanzioni alla Russia, che armamenti mandare al governo ucraino, di quanto aumentare la spesa italiana in difesa, come porsi nei confronti della NATO. Sono tutte scelte con un grosso significato politico, e che i partiti di centrosinistra affronterebbero in modo assai diverso: la distanza maggiore c’è tra il Movimento e i piccoli partiti di centro, Italia Viva, Azione e +Europa, che sono contemplate nella versione larghissima e ancora più improbabile di questa coalizione (tra gli altri, il leader di Italia Viva Matteo Renzi sembra quello più desideroso di trovare un modo per starci dentro).