Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl Governo italiano avvia l'iter per richiedere alla Commissione europea l'attivazione della clausola di salvaguardia.
Avviare la procedura per la richiesta della clausola nazionale di salvaguardia per le spese «volte a rafforzare la resilienza del sistema energetico e la sicurezza del relativo approvvigionamento, nei limiti complessivi dello 0,6 per cento del Pil nel periodo di riferimento» e «in materia di difesa, anche relative agli investimenti, nei limiti dello 0,9 per cento del Pil nel periodo di riferimento». È quanto si legge nella bozza di risoluzione di maggioranza sull'attivazione della clausola di salvaguardia che sarà votata oggi in Parlamento.
Risoluzione che è stata poi corretta dal governo. «Per il finanziamento delle misure relative alla difesa si impegna il Governo a valutare il ricorso a diverse condizioni di finanziamento, ivi incluse, ove ritenute complessivamente vantaggiose, quelle di cui al programma Safe, preordinando in ogni caso in via prevalente l’utilizzo dei fondi a sistemi tecnologici, difensivi e di sicurezza nazionale”. Lo ha detto il sottosegretario al Mef Federico Freni, intervenendo nell’aula della Camera e leggendo la riformulazione della risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti in aula alla Camera in merito all'avvio della procedura di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Nel testo depositato si prevedeva più genericamente di «valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe».










