Dalla crisi dell’università al peso delle etichette sociali. Passando per il fallimento, la memoria e la speranza. Nel Giardino delle Arti di Decollatura la presentazione del nuovo romanzo “L’uomo che torna dal buio” di Corrado Plastino. Il testo apre un confronto sul significato dell’essere umano oltre i giudizi e le apparenze.
La Sapienza! Per me, proprio all’inizio del ventunesimo secolo non è stata proprio la stessa cosa. Non avevo scopi, non avevo mete. Era solo un luogo per ottenere qualcosa: un trenta e lode, un pezzo di carta, un lavoro. A questo siamo stati educati: a studiare per un voto, a ripetere frasi insensate per uno stipendio, a competere come se l’esistenza di ognuno di noi fosse una gara.
L’uomo che torna dal buio, pag. 40 di Corrado Plastino
Un viaggio duale che guida alla riflessione sul fallimento, sull’invisibilità sociale. Condizioni che molto spesso hanno accompagnato, e accompagnano, tutti coloro che affrontano un percorso universitario, politico o di vita. Indirizzato a tutti coloro che cercano un senso in quello che fanno.
UN DIALOGO TRA DUE GENERAZIONI IN CERCA DI SENSO







