"Funzioni vitali" è il titolo del sesto e ultimo album di Ermal Meta, cantautore e musicista di organi albanesi. A pochi giorni dalla Notte della Taranta di Melpignano, che lo vede protagonista nel ruolo di maestro concertone, l'artista si è raccontato in un'intervista a La Repubblica, tra radici, muscia e attualità.
Per Meta, la tappa salentina rappresenta una parentesi all'interno del suo tour estivo. Un' occasione per partecipare a un evento di tradizione secolare che, come spiega l'artista, gli permette di riscoprire un legame profondo con il passato e con se stesso: "Ritrovo i miei antenati, tutti ritrovano una parte della loro storia, fatta di terra, di dialetto e di storie semplici".
Nel corso dell'intervista, soffermandosi sul videoclip del suo ultimo singolo "Calma metafisica", l'artista ha spiegato che le immagini – attuali – di navi bombardate sullo sfondo di una tipica spiaggia italiana, rappresentano il "ronzio frustrante" che rompe il velo della tipica leggerezza estiva. Una rappresentazione che gli è costata l'etichetta di "comunista", un'accusa a cui Meta risponde senza mezzi termini: "Chi mi chiama così dimentica che mio nonno è stato ucciso dai comunisti. Ma se comunista vuol dire parlare di bambini massacrati e incendiati, allora mi ci chiamino pure", poi aggiunge: "Chi lo dice è sicuramente fascista".







