HomeViareggioCronacaUna notte di musica e riflessione. Alla Versiliana arriva Ermal MetaIl cantante domani a Marina di Pietrasanta: "Scrivere mi ha costretto a guardarmi allo specchio"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLeggero come il caldo della sera, tanto per citare il testo di una sua canzone che parla di mare e sentimento, Ermal Meta torna lunedì prossimo a Marina di Pietrasanta per squadernare sul palcoscenico del Teatro La Versiliana (ore 21.30) un repertorio che non è fatto solo di tenerezze e sguardi rapiti dal chiaro di luna. Ci sono “Un milione di cose da dirti” e “Stelle cadenti”, ma pure “Vietato morire”, “Non mi avete fatto niente” e “Stella stellina”. Per sognare e per riflettere.

Ermal Meta, ce l’ha ancora il dilemma di sentirsi troppo albanese in Italia e troppo italiano in Albania? "No, succedeva agli inizi, quando mi sentivo ancora in una terra di mezzo. Sono trentatré anni che vivo in Italia e, risiedendo a Bari, mi sento ormai un ‘terrone’ fatto e finito".

Con “Stella stellina” ha portato a Sanremo la questione palestinese. È un mondo un po’ al contrario quello che oggi reputa “divisivo” parlare di pace, parlare di umanità, di lotta partigiana al nazifascismo? "Cito quel brano dei Ministri che dice ‘la casa brucia e la nonna si pettina’. Il nostro mondo sta bruciando, capito? Quindi quando qualcuno parla di certi argomenti, raccontando semplicemente quel che accade, senza voltarsi dall’altra parte, diventa immediatamente divisivo. Ci sono sempre fazioni pronte a scannarsi, ma in realtà il mondo non si divide tra destra e sinistra, si divide tra ciò che sta su e ciò che sta giù, cioè chi ha potere e chi non ce l’ha. Poi ci hanno fatto credere che si divide tra destra e sinistra, ma non è così".