La differenza competitiva non dipende dalla dimensione dell’impresa, ma dalla capacità di evolvere sul piano manageriale e organizzativo. Cioè, bisogna misurare la qualità della governance: a crescere non sono le imprese che producono meglio, ma che decidono meglio. E ancora: c’è una questione di passaggio generazionale in Italia? Come affrontarlo? Fabio Papa, Team Istituto Formazione e Ricerca Economica I-Aer, è uno dei più lucidi analisti dei processi delle pmi italiane. Elabora anche dati alla mano.

Tra scienza statistica, demografia, e il sostanzioso supporto AI è più facile guardare avanti ma la pre-visione non è incoraggiante. Forse è per questo che la evitiamo?

Viviamo un paradosso: non abbiamo mai avuto tanti dati e strumenti di analisi, eppure continuiamo a decidere come se il futuro fosse imprevedibile. Il problema non è tecnologico, ma culturale. Per anni la previsione è stata un esercizio teorico, utile al mondo accademico; oggi prevedere significa aumentare la qualità delle decisioni: non indovinare cosa accadrà, ma comprendere in anticipo quali fenomeni stanno maturando e prepararsi. La demografia ne è un esempio evidente. Da oltre vent’anni conosciamo con buona precisione l’invecchiamento della popolazione italiana, il calo delle nascite e la riduzione della popolazione in età lavorativa. Eppure discutiamo della carenza di lavoratori come di un’emergenza improvvisa, quando è una conseguenza largamente prevedibile.