La quarta ondata di calore che sta interessando l’Europa sembra destinata a durare ancora qualche giorno. Tra i meteorologi c’è anche chi, come il colonnello Mario Giuliacci, si è persino scusato per non aver previsto un prolungamento delle giornate di caldo record. Giovedì 6 agosto sono ben 27 su 27 le città da bollino rosso, ossia la totalità di quelle prese a campione e monitorate dal Ministero della Salute. Ma la situazione non è migliore in altri Paesi europei, in particolare in quelli che si affacciano sul Mar Mediterraneo: Spagna e Francia sono alle prese con temperature record (e incendi), ma soprattutto sono preoccupate che, anche dopo la pausa prevista nei prossimi giorni, possano verificarsi altri picchi.
Il pensiero va anche alle scuole: tra meno di tre settimane in Italia i primi studenti che hanno avuto un debito torneranno in classe per gli esami e il timore è che le aule siano roventi. Il parere degli esperti, inoltre, è che anche in futuro si verificheranno estati (ma anche autunni) con temperature al di sopra delle medie del passato. Colme risolvere il problema del caldo nelle scuole? Finora si sono sperimentate soluzioni provvisorie: in Francia e Belgio le lezioni sono state sospese in anticipo, a fine giugno e inizio luglio; proprio in Belgio si vogliono dotare le aule di termometri per monitorare i livelli ed evitare che superino le soglie di pericolosità. In Spagna, invece, si sono sperimentati orari differenti, per esempio anticipando l’ingresso nelle scuole alle 8 invece che alle 8:30 e l’uscita alle 15 invece che alle 16:30. Ma è soprattutto sulla modifica del calendario scolastico che si concentrano le attenzioni.L’intervista ad Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale dei Presidi (ANP).Pensa che l’idea di modificare il calendario scolastico sia fattibile?“Prima di tutto farei una premessa. L’Italia ha già una pausa estiva molto lunga (la più lunga in Europa, con 98 giorni di sospensione delle lezioni, NdR). Da un punto di vista pedagogico, quindi, ridurre un periodo così ampio sarebbe un bene. Il problema non è tanto il numero complessivo di vacanze rispetto all’anno scolastico, ma il fatto che sia concentrato soprattutto in estate, tolta la quale rimangono sostanzialmente solo Natale e Pasqua, molto corta. Detto questo e proprio per quest’ultimo motivo, non è possibile posticipare l’inizio delle lezioni, nel nostro Paese”.Perché significherebbe far venir meno il numero minimo di giorni di lezioni all’anno?















