«Non sono ingrassata tanto, ma mi è venuta la pancia». È probabilmente una delle osservazioni più frequenti durante la menopausa. Molte donne si accorgono che il proprio corpo cambia anche senza un aumento significativo del peso. La vita si allarga, l’addome diventa più prominente e i vestiti iniziano a vestire diversamente. Spesso questo cambiamento viene vissuto come un problema esclusivamente estetico. In realtà la scienza ci dice qualcosa di molto diverso: il grasso addominale, soprattutto quello viscerale, rappresenta uno dei principali indicatori di salute metabolica e cardiovascolare nella donna dopo la menopausa. Non si tratta quindi soltanto di come appare il corpo, ma di come funziona.
Non tutto il grasso è uguale
Quando parliamo di grasso corporeo tendiamo a immaginarlo come un unico tessuto. In realtà esistono differenze importanti.
Il grasso sottocutaneo è quello localizzato sotto la pelle ed è il grasso tipicamente femminile dell’età fertile. Si concentra soprattutto su fianchi, cosce e glutei.
Il grasso viscerale, invece, si accumula all’interno della cavità addominale, circondando fegato, intestino, pancreas e gli altri organi interni. È questo il grasso che aumenta maggiormente dopo la menopausa ed è anche quello più pericoloso.







