Tre anni di bradisismo nei Campi Flegrei sono uno stillicidio della natura che si unisce ad un deprecabile abbandono istituzionale. Ve la ricordate la premier Meloni in stivali nel fango dell’Emilia Romagna dopo l’alluvione? Per Pozzuoli e l’area flegrea quasi il nulla e tutto a distanza affidato alle note dell’ufficio stampa.
Ma il governo, responsabile senza alcuna ombra di dubbio, ha delle attenuanti. Le autorità politiche e istituzionali locali hanno chiesto il profilo basso. Non va disturbato il manovratore, che in piena sintonia con la premier deve alacremente, con poteri eccezionali ed emergenziali, non certo per il bradisismo ma per l’America’s Cup, portare a compimento le opere necessarie per consentire il grande evento internazionale, che sono solo il pretesto per consentire “il sacco” di Bagnoli. Se non fosse stato per quanto scoperto dal basso da attivisti e con le inchieste di alcuni giornalisti che non sono il megafono del potere, non avremmo saputo nulla delle operazioni che stridono totalmente rispetto al bradisismo e che mettono le mani sulla città con danni per il territorio, la salute, l’ambiente, l’erario pubblico e il popolo.
Una questione morale gigantesca portata avanti con poteri e interessi trasversali che non tollerano che la natura e i suoi effetti si possano mettere di traverso. L’abbandono della popolazione al suo destino non è solo frutto di manifesta inadeguatezza, incompetenza ed insensibilità, ma di un disegno ben preciso.













