Acquisita documentazione su stanziamenti e interventi mai realizzati per la messa in sicurezza dei costoni flegrei per il rischio bradisismico.

Uno dei costoni franati ai Campi Flegrei dopo il terremoto 4.7

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La storia è quella di sempre: cosa si poteva fare per mitigare i danni? Il terremoto magnitudo 4.7 di venerdì 31 agosto, unito allo sciame sismico di centinaia d'altre repliche ai Campi Flegrei è stato come uno schiaffone ai costoni ai piedi dei quali sorgono palazzine o addirittura agglomerati abitativi. Frane, grossi massi staccatisi dai costoni, decine di tonnellate di materiale sbriciolato su case e automobili. Ma quei costoni non erano già alto rischio bradisismico? E non c'erano già i soldi per metterli in sicurezza? È ciò che la Procura di Napoli sta chiarendo, acquisendo documentazione nell'ambito di una serie di accertamenti finalizzati a fare luce sulla messa in sicurezza. Al momento il fascicolo è esplorativo, non si ipotizzano reati né ci sono iscritti nel registro degli indagati. A occuparsi degli approfondimenti documentali sono i magistrati della sezione Lavoro e colpe professionali, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Per la messa in sicurezza di quei costoni sono stati stanziati fondi che però, al momento, risultano inutilizzati.