Napoli. 04 agosto 2026 alle 00:19
Napoli.
La Procura di Napoli intende fare chiarezza sulle responsabilità nella mancata messa in sicurezza dei costoni, all'indomani dello sciame sismico ai Campi Flegrei. Emblematico il caso della frana del monte Olibano, causata dalla scossa di magnitudo 4.7, la più forte degli ultimi quarant'anni nell'area del bradisismo: la massa di rocce e detriti abbattutasi sulle auto in sosta poteva provocare una strage, e da anni i cittadini invocavano misure di protezione.
I pm della sezione Colpe professionali, coordinata dall'aggiunto Antonio Ricci, hanno disposto l'acquisizione di documenti: un fascicolo esplorativo, per ora senza indagati né ipotesi di reato, ma che viene seguito con la massima attenzione. Sulla questione c'è stato oggi un vertice tra il procuratore capo Nicola Gratteri e alcuni aggiunti. Èprobabile che si intendano approfondire anche le denunce del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, sul mancato avvio da tre anni, malgrado la disponibilità di fondi, dei lavori sui costoni del suo comune. Ma il caso eclatante resta quello del monte Olibano, dove le rocce hanno schiacciato auto e scooter parcheggiati in uno spiazzo antistante una palazzina provocando anche feriti gravi. Non è escluso che il fronte della frana possa estendersi, minacciando alcune villette sulla sommità del monte.











