Una prima boccata d'ossigeno. Le misure varate ieri dal governo per sostenere la popolazione di Pozzuoli e dei Campi Flegrei, colpiti dall’ennesima e violentissima scossa di bradisismo, rappresentano un atto dovuto di solidarietà e vicinanza istituzionale. I fondi stanziati per i primi risarcimenti, le verifiche strutturali, la messa in sicurezza degli edifici e gli aiuti per la sistemazione autonoma dei cittadini rimasti fuori casa sono di certo l'avvio di un percorso più strutturato, in un territorio che rischia di essere dominato dalla paura e dall'incertezza.
E occorre far presto, insieme alla stabilità abitativa, per rendere di nuovo agibili, soprattutto sicure, le scuole in vista della ripresa delle lezioni: un segnale indispensabile che va aldilà delle esigenze didattiche degli studenti del territorio ma rappresenta soprattutto il passo indispensabile per un ritorno alla normalità.Tuttavia, la gravità e la frequenza degli ultimi eventi sismici impongono una riflessione profonda che superi l'orizzonte del ristoro economico immediato: la gestione dei Campi Flegrei non può più essere trattata come un'eterna emergenza, magari un po' più evidente delle precedenti. Il bradisismo non è una catastrofe improvvisa e imprevedibile, ma un fenomeno con cui questa terra convive da millenni. Affrontare ogni crisi sismica come un evento eccezionale, inseguendo i danni e l'emotività del momento, è una strategia che non garantisce il futuro della comunità.Emergenza Campi Flegrei, Meloni: «Sostegno alle famiglie colpite». Musumeci: «Governo ha stanziato 100 milioni»È giunto dunque il momento di effettuare un salto di qualità normativo, amministrativo e culturale, passando dalla logica della gestione emergenziale a quella di una pianificazione della convivenza. Convivere con un fenomeno sempre più impattante richiede interventi su alcuni assi fondamentali. Serve, in primo luogo, un piano straordinario e permanente di adeguamento sismico dell'edilizia pubblica e privata, sostenuto da incentivi fiscali dedicati e stabili nel tempo. In secondo luogo, le infrastrutture di fuga e i piani di evacuazione devono tradursi, sempre di più, in esercitazioni periodiche che rendano la popolazione consapevole e reattiva, come nel recente passato non è in verità accaduto anche per la scarsa partecipazione dei cittadini.Infine, occorre una narrazione realistica, che non oscilli tra l'allarmismo e il silenzio rassicurante: i residenti hanno il diritto di conoscere i rischi reali per adattare il proprio stile di vita a un territorio che non ha eguali al mondo tra rischio vulcanico e sovrappopolazione. Spesso si ascoltano pareri - anche di importanti esponenti della comunità scientifica - contrastanti tra loro, laddove andrebbe identificata un’unica fonte, autorevole e autorizzata dalle istituzioni, che parli con una sola voce, evitando il disorientamento e quella incertezza che sono nemici giurati della pacifica convivenza e dell’economia dei territori.La continuità degli eventi sismici legati al bradisismo, infatti, esercita una pressione sul sistema produttivo di Pozzuoli, Bacoli e delle aree limitrofe, causando una crisi che va ben oltre la vulnerabilità edilizia: i settori del turismo, della ristorazione e del commercio subiscono contraccolpi legati sia a fattori strutturali sia a danni di immagine. La transizione verso una gestione non emergenziale dell'area deve includere tutele economiche certe e campagne promozionali ad ampio raggio. Stabilizzare le imprese locali è dunque essenziale per evitare lo spopolamento e garantire che l’intera area, dall'incredibile fascino e storia, resti un polo di sviluppo e occupazione. Il termine Flegrei deriva dal greco flegraios che significa ardente: questo significa come già agli antichi fosse chiara la sismicità del luogo. È anche una straordinaria area archeologico culturale dove il mito si intreccia con la storia, ricca di testimonianze. Una potenzialità enorme. Oggi, però, si sconta una gestione pessima del territorio: si è costruito dove non si doveva, non ci sono state cura e attenzione. Di questo parleremo dopo l’emergenza. I fondi stanziati ieri sono utili ma solo una visione di lungo periodo potrà garantire che Pozzuoli e tutti i Campi Flegrei restino un luogo da abitare e non da abbandonare. L'ultima scossa, la più forte degli ultimi 40 anni, è il chiarissimo segnale che richiama all'ineludibile responsabilità e alla lungimiranza delle decisioni.












