Per i Campi Flegrei "siamo tutti chiamati a ridurre disagi alla popolazione colpita e a mitigarne l'esposizione al rischio. Sì, mitigarne l'esposizione al rischio, perché chi parla di messa in sicurezza sui Campi Flegrei dice una grande bugia". Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, nel corso dell'informativa urgente resa in Senato sugli eventi sismici che continuano a interessare l'area flegrea. Il titolare della Protezione civile ha aggiornato l'Aula sulle conseguenze del terremoto del 31 luglio scorso, precisando che cinque persone risultano ancora ricoverate, due delle quali in condizioni serie.Musumeci ha poi insistito sulla necessità di non confondere il bradisismo flegreo con le altre criticità sismiche che riguardano l'Italia da nord a sud. Si tratta, ha spiegato, di "un fenomeno naturale subdolo e insidioso", capace di manifestarsi con inusuale frequenza nell'arco di due o tre anni e poi di sparire per decenni, fino quasi a farsi dimenticare dalla popolazione. Una dinamica di potenza contenuta, ben diversa da quella dei grandi terremoti che hanno segnato la storia delle catastrofi del Novecento italiano, ma proprio per questo capace di generare un effetto paradossale: "Una potenza che a parte la fisiologica paura di quei momenti, finisce per trasmettere nella gente che la subisce una sorta di assuefazione, una pericolosa assuefazione. È come la zampata del felino che graffia, ma non ferisce"come la zampata del felino che graffia, ma non ferisce".Starebbe in questo, secondo il ministro, il nodo del problema. La ripetizione di scosse di intensità moderata induce infatti nella popolazione una progressiva "assuefazione al rischio", alimentando la convinzione che con il bradisismo si possa continuare a convivere così come hanno fatto le generazioni precedenti. Ma per Musumeci non è la convivenza in sé a essere pericolosa: è l'assuefazione che abbassa la soglia di percezione del pericolo. "E se il cittadino non percepisce il rischio, qualunque intervento dall'alto rischia di non essere efficace".Da questa analisi nasce, per il ministro, il dovere delle istituzioni di imprimere una cultura della prevenzione che nel passato semplicemente non esisteva, quando il rapporto tra il cittadino e il rischio veniva affidato al fato o alla fede, più che a una strategia organizzata. "Il cittadino affidava il rapporto fra sé e il rischio al fato, o al dio cattolico, o al dio greco o, se volete, al destino", ha ricordato. Un fenomeno che potrebbe non ripresentarsi per un secolo così come potrebbe tornare a farsi sentire a breve.Nel corso dell'informativa alcune affermazioni del ministro sono state contestate in Aula dalla senatrice di Italia Viva Raffaella Paita. Musumeci ha risposto chiedendosi se sia davvero il caso di dividere il campo tra chi sostiene un programma di prevenzione - a suo dire il primo dalla nascita della Repubblica - e un'opposizione pronta solo a rilevare errori e disfunzioni, quando in gioco c'è la sicurezza di 105 mila persone. "Il programma avviato nel 2023 e che è in atto, vede allo stesso tavolo il governo nazionale, la Regione Campania e gli enti locali", ha concluso Musumeci.
Campi Flegrei, Musumeci: "Chi parla di messa in sicurezza dice una grande bugia"
Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare ha parlato al Senato degli eventi sismici che continuano a interessare l'area. Il vero pericolo, se












