Il Comune di Cutro fa dietrofront e non presenterà il dossier per la corsa al titolo di Capitale della cultura, parla la vicesindaca Nardo
CUTRO – Tra le 17 città che hanno presentato formale manifestazione d’interesse per diventare Capitale italiana della Cultura, c’è anche Cutro. Una presenza che non passa inosservata, considerata l’innegabile distanza tra il patrimonio culturale e anche ricettivo tra il centro del Crotonese e quello delle città che storicamente si contendono il titolo. A fare chiarezza su una mossa che a prima vista (e non solo a prima vista) può sembrare audace, è la vicesindaca con delega alla Cultura, Rosanna Nardo.Dalle parole dell’amministratrice si evince che la partecipazione sia stata, più che altro, un’incursione conoscitiva. L’intento della Giunta era principalmente quello di «capire le tempistiche» e valutare «l’eventuale ingaggio di una società che possa assistere» il Comune per comprendere «in che modo ci saremmo potuti muovere». Una volta verificate le scadenze e presi i tempi, però, la retromarcia è stata immediata.
Gap da colmare
«Non abbiamo dato seguito perché non eravamo pronti», ammette con pragmatismo la vicesindaca, annunciando che il Comune non perfezionerà la candidatura né presenterà alcun dossier. «Troppo stringenti i tempi», ammette. Ma forse è anche troppo ampio il divario di partenza. «C’è un eccessivo gap da colmare, anche se trovi la migliore delle agenzie che ti scrive il più bel progetto». D’altronde, sottolinea Nardo per giustificare l’iniziativa, la sola manifestazione d’interesse «non ci impegna dal punto di vista formale» e «non c’è un motivo per cui non dovremmo presentarla».







