Il Ministero ufficializza l'elenco. Tra grandi centri d'arte, unioni montane e consorzi, spicca l'adesione di Amantea, Corigliano-Rossano, Cutro, Marcellinara e Rosarno in gara
Il percorso per l’assegnazione del titolo di Capitale italiana della Cultura 2029 entra nel vivo con la chiusura dei termini del bando promosso dal Ministero della Cultura. Sono diciassette le amministrazioni locali di tutta Italia che hanno formalizzato la propria manifestazione d’interesse entro la scadenza fissata per il primo luglio, confermando come la valorizzazione del patrimonio artistico e la programmazione culturale rappresentino ormai leve strategiche imprescindibili per la rigenerazione urbana e la coesione sociale. Il quadro delle candidature si presenta estremamente variegato, spaziando da storiche città d’arte a piccoli borghi fino a complesse aggregazioni territoriali. Spicca su tutte la straordinaria mobilitazione della regione Calabria, che schiera ben cinque realtà in gara, rappresentate dai Comuni di Amantea, Corigliano-Rossano, Cutro, Marcellinara e Rosarno.
L’elenco completo delle amministrazioni in corsa comprende Amantea in provincia di Cosenza per la Calabria, Bardolino in provincia di Verona e Bassano del Grappa in provincia di Vicenza per il Veneto, la città di Campobasso per il Molise, Cassino in provincia di Frosinone per il Lazio, la Comunità montana di Valle Camonica in provincia di Brescia per la Lombardia, il Consorzio Castelli Romani in provincia di Roma per il Lazio, Corigliano-Rossano in provincia di Cosenza per la Calabria, la città di Cremona per la Lombardia, Cutro in provincia di Crotone per la Calabria, Irsina in provincia di Matera per la Basilicata, Manduria in provincia di Taranto per la Puglia, Marcellinara in provincia di Catanzaro per la Calabria, Nova Siri in provincia di Matera per la Basilicata, Rosarno in provincia di Reggio Calabria per la Calabria, Tivoli in provincia di Roma per il Lazio e l’Unione Montana dei Monti Azzurri in provincia di Macerata per le Marche.







