HomePesaroCronacaIl monito di Legambiente: "Le riserve non sono eterne. Occorre difenderle e salvarle"Nicolas Faustini, responsabile del comitato tecnico scientifico e delegato per il tema acque: "A luglio siamo entrati nella fascia di rischio medio per la severità idrica: unici nelle Marche".Nicolas Faustini, responsabile del comitato tecnico scientifico e delegato per il tema acque: "A luglio siamo entrati nella fascia di rischio medio per la severità idrica: unici nelle Marche".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"L’acqua in provincia è quasi finita e quella che rimane sarebbe da monitorare, difendere e preservare": è questa la sintesi del pensiero di Nicolas Faustini, responsabile del comitato tecnico scientifico di Legambiente e delegato per il tema acque. La sua analisi della situazione parte dai dati: "A luglio siamo entrati nella fascia di rischio medio per la severità idrica – spiega Faustini –, siamo l’unica provincia delle Marche; le altre hanno rischio basso o normale. La situazione è dovuta soprattutto alle poche precipitazioni di aprile, maggio e giugno e alla diminuzione della capacità degli invasi ma il trend è di progressivo peggioramento".

I segnali non sono incoraggianti: "Le medie di prelievo delle sorgenti di monte Nerone sono in calo, quella di Pieia è ai minimi storici negli ultimi 15 anni. L’Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale dice, invece, che il pozzo del Burano sta rispettando le medie del periodo: ciò non vuol dire che la risorsa sarà in buono stato anche nel futuro, serve perciò studiarla e preservarla". E invece l’acqua che c’è nei nostri fiumi in che stato è? "Nella provincia di Pesaro e Urbino abbiamo due punti di analisi alla foce dei fiumi, uno presso la Calata Caio Duilio a Pesaro, l’altro presso la foce del torrente Arzilla, a Fano. Entrambi sono risultati inquinati e ciò può essere dovuto anche a quello che accade a monte, ciò nei fiumi che arrivano al mare. Dobbiamo quindi agire sugli scarichi industriali e civili, lungo i corsi d’acqua". Cosa contribuisce all’inquinamento dei fiumi? "Per l’inquinamento da nitrati pesa il settore dell’agricoltura. Col tempo si è perso il ricorso alle fasce tampone, quelle aree di siepi o vegetazioni che contornavano i campi e che erano utili all’assorbimenti di fertilizzanti e pesticidi. A breve dovrebbe uscire un regolamento dell’Unione Europea di restauro della natura che prevede la ricostruzione delle fasce a bordo campo contro gli inquinanti. Un altro approfondimento andrebbe fatto sulla biodiversità: tutti gli studi e le ricerche sulle specie viventi nei nostri fiumi sono ormai datati. Sembra che la Regione voglia avviare un censimento delle specie ittiche per il 2027, sarà un’altra occasione per valutare lo stato di salute dei nostri fiumi".