HomeFirenzeCronacaIl ricordo dei martiri della LiberazioneUn ponte tra Scandicci e la Nuova Zelanda, per sempre legate dai martiri della liberazione. Cerimonia solenne e commovente...Un ponte tra Scandicci e la Nuova Zelanda, per sempre legate dai martiri della liberazione. Cerimonia solenne e commovente...Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn ponte tra Scandicci e la Nuova Zelanda, per sempre legate dai martiri della liberazione. Cerimonia solenne e commovente martedì sera a San Michele a Torri, presente la città: maggioranza e opposizione insieme, le associazioni sportive e di volontariato per un passaggio voluto dalla sindaca Sereni e dal presidente del consiglio Gianni Borgi: avere un sacrario dove poter ricordare i militari neozelandesi che hanno perso la vita per la liberazione del Chianti fino a Scandicci, porta di Firenze.

Con Sereni, era presente anche Joanna Heslop, incaricata d’affari dell’ambasciata neozelandese; insieme hanno svelato le stele con incisi i nomi dei 198 giovani uomini che persero la vita in quello che fu uno degli scontri più cruenti tra le forze alleate e le truppe tedesche, noto alle cronache locali come ‘la piccola Cassino’. Il nome di ciascuno dei soldati è stato letto ad alta voce, in un momento di intensa commemorazione che ha portato questi ragazzi al centro della scena. Non più un generico grazie, una corona posta davanti alla stele che ricorda la battaglia, ma un luogo specifico, un sacrario con nomi, storie, famiglie, parenti che possono venire a ricordare i loro cari scomparsi, giovani che impareranno il costo della libertà attraverso le storie di quei soldati: un mese di nave da Auckland, poi subito la guerra.