Presentato il programma delle cerimonie. Una stele ricorderà i nomi dei cadutiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn mese di nave, dalla Nuova Zelanda all’Italia. L’addio alle famiglie, agli amori, alla vita per incontrare la guerra, a volte la morte. Scandicci non si è dimenticata dei Kiwis che nell’agosto 1944 liberarono la città dal giogo nazifascista. E chiamerà per nome tutti i caduti che hanno perso la vita nel Chianti e sulle pendici della collina di San Michele a Torri, l’ultimo scontro che aprì agli alleati la porta di Firenze. Il Comune ha deciso di ampliare il monumento voluto quasi 15 anni fa dall’allora sindaco Simone Gheri. La sindaca Sereni e il presidente del consiglio Gianni Borgi hanno scelto di affiancargli una stele con tutti i nomi dei caduti. In Nuova Zelanda, Scandicci e San Michele a Torri sono terra sacra. La battaglia, chiamata la piccola Cassino per la violenza dei combattimenti, è nei libri di storia e nella memoria collettiva dei neozelandesi.
Il 4 agosto si terrà la celebrazione, e la scopertura della stele, alla presenza dei rappresentanti dell’ambasciata neozelandese. Per omaggiare i caduti i ragazzi del rugby di Scandicci eseguiranno la haka, la danza dei guerrieri maori, tramandata nei secoli come simbolo di identità nazionale. "In un tempo in cui le guerre sono tornate a segnare con prepotenza il nostro presente – ha detto la sindaca Sereni – ricordare la Liberazione significa riaffermare il valore della pace, della democrazia e della libertà. Per questo abbiamo scelto di rigenerare il modo in cui la città custodisce la memoria della Liberazione. Per la prima volta, le celebrazioni non si concentreranno in un’unica giornata, ma si svilupperanno nell’arco di tre appuntamenti che coinvolgono luoghi diversi, ciascuno custode di una parte della nostra storia. Badia a Settimo, San Martino alla Palma, San Michele a Torri e tutti i cippi che ricorderemo durante questo percorso rappresentano un patrimonio di memoria che vogliamo valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni".






