L’ex campione paralimpico Andrea Lanfri racconta la sua incredibile storia fra malattia e coraggio "Ci sono stati momenti duri, ma non cambierei niente. E adesso parto di nuovo per una grande avventura"."Perchè sono fissato con la montagna? Perchè da quando ho avuto la meningite e ho perso gli arti inferiori un pò tutti, compresa mia madre, mi dicevano che avrei dovuto dimenticarmela. Che non si poteva più: ’La montagna te la sogni...’". Quel “non si può“ ha spinto Andrea Lanfri, atleta paralimpico lucchese, a coprire distanze, e altezze, impensabili.
E’ già pronto per la prossima sfida? "Certo che sì. Il 28 agosto partirò per il Nepal con un nuovo grande obiettivo: il Manaslu (8.163 metri), l’ottava montagna più alta della Terra. Tra sentieri, ghiacciai e grandi sogni".
E il progetto Seven Summits? "Per quest’anno l’ho messo da parte anche perchè l’ultima delle sette cime sarà una meta difficile dal punto di vista logistico più che dal punto di vista tecnico. La meta è la vetta dell’Antartide. Basti dire che solo per ottenere tutte le autorizzazioni servano 50mila euro. Più il volo, più le attrezzature".
Chi la sostiene economicamente in queste imprese? "Gli sponsor, ne ho diversi, al momento però non lucchesi che invece c’erano quando andai sull’Everest. Forse torneranno per il k2".







