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Federico Fumagalli

La malattia sconfitta anche grazie alla montagna: «In cima, lo zaino è vuoto dai fardelli dell’esistenza»

«Mi dico. Ale, hai avuto tre tumori. Non è che, magari, tu debba fare il Tor altre due volte?», scherza — non troppo — Alessandro Rocco. Oggi è guarito dalla malattia. La sua sfida nella sfida è stata partecipare, nel 2023, al Tor des Géants, il Giro dei Giganti. La gara monumento del trail running, una (massacrante, 330 chilometri in tappa singola) corsa a piedi che attraversa l’intera Valle d’Aosta. Ci ha scritto un libro «Dal tumor al Tor», acquistabile su Amazon, che sabato (27 settembre) ha presentato in Bergamasca al rifugio Curò. «Il Curò, così come il rifugio Coca (dove il libro è già passato, nel suo piccolo tour in quota, ndr), è un passaggio fondamentale per la mia ripartenza, durante e dopo la malattia. Andarci, per me è sempre come tornare a casa. Mi ritrovo fra amici».

Oltre alla montagna — dove Rocco sempre si percepisce «più a contatto con me stesso. È come se a valle lasciassi tutti i problemi. In cima, lo zaino è vuoto dai fardelli dell’esistenza» — sono i rapporti umani (amici, famiglia, amori) a muovere le 170 pagine del romanzo. E a consentire all’autore di trovare, in un racconto autobiografico che non dà mai segni di cedimento autoreferenziale, la chiave giusta per renderlo universale. «Durante la preparazione della gara mi ripetevo: “Dovessi riuscire a portare a termine il Tor, mi piacerebbe raccontare questa folle idea che ho avuto”. Nella vita capita di tutto e non si è pronti a nulla. Ognuno — continua Rocco — ha le proprie montagne, chi più alte e chi più basse. L’importante è trovare la forza per andare avanti. Ovvio, la fortuna è un fattore fondamentale».