Il vento taglia il respiro, le gambe bruciano, l’aria si fa sottile. Ma Loretta Pavan, 64 anni, non si ferma. Davanti a sé ha lo Stelvio, da scalare per sei volte consecutive: 8.848 metri di dislivello, l’altezza dell’Everest. Dietro di sé, invece, una salita ben più dura: quella iniziata nel 2006, quando le è stato diagnosticato un tumore al seno. Oggi a Vicenza, durante la presentazione del docufilm “Le altezze del coraggio”, Loretta racconta la sua impresa e, soprattutto, ciò che l’ha resa possibile: la capacità di trasformare la paura in movimento, la fragilità in energia vitale. “Mi è crollato il mondo addosso”, ricorda. “Avevo perso le mie due sorelle per lo stesso male. Non pensavo potesse accadere anche a me”.
Operata dal professor Veronesi a Milano e poi seguita a Vicenza, Loretta decide di riscrivere la sua vita. “Dopo un momento di smarrimento ho capito che dovevo cambiare tutto. Mi sono dimessa dal lavoro, ho cambiato abitudini. E nel 2008 ho scoperto la bici: io, che non ero mai stata sportiva, mi sono innamorata delle due ruote. Pedalare mi ha restituito equilibrio e serenità”.
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La rinascita in salita







