ANTERSELVA (BOLZANO) - Il traguardo è stato superato, ma il respiro è ancora corto. Non per la fatica dei chilometri sugli sci, ma per l'onda d'urto di un'emozione che Lisa Vittozzi ha inseguito per tutta una carriera. In una giornata storica per lo sport friulano e italiano, Lisa si è presa tutto: il tetto del mondo, il gradino più alto del podio e il riscatto definitivo.

Partiamo dalla fine. Cosa ha provato negli ultimi duemila metri, sapendo di andare incontro all'appuntamento con la storia?

«È inspiegabile. Non riesco a trovare le parole giuste per descrivere le sensazioni di quegli ultimi due chilometri: è stato un sogno assoluto. Le mie avversarie sono fortissime, lo sapevo bene, e onestamente non pensavo di poter vincere. Ho dato tutto quello che avevo, ogni singola goccia di energia. Quando ho capito che era fatta, ho vissuto momenti bellissimi, ma ho dovuto lottare contro me stessa per restare concentrata. Sentivo il tifo, l’adrenalina, ma mi ripetevo "Lisa, non far calare la tensione, non mollare un centimetro finché non passi quella linea". È stato emozionante, un sogno che si avvera proprio qui, a casa nostra».

Dall'ultimo poligono è uscita senza errori. In quel momento aveva capito di avere l'oro in tasca?