Tra le scritte contestate immancabile Acab (. foto di repertorio. ): «All cops are bastard», anche in versione numerica («1312»)Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguicie Nicola Palma

"Morte allo Stato", "fuoco all’antiterrorismo". "Terrorista è lo Stato, solidarietà a chi lo attacca". "Brucia la città!" "Digos boia, speriamo che tu muoia", "Più sbirri morti" e così via. Sono alcune frasi scritte sui muri, talora con condimento di A cerchiate, e accompagnate da cori e striscioni dello stesso tenore, nel corso di due manifestazioni estemporanee, non preavvisate e consumate senza alcun dialogo con le forze dell’ordine, a Città Studi e intorno alla Statale questa primavera.

Sono anche "Grida e manifestazioni sediziose" secondo la Questura, che ha comminato 43 multe ad altrettanti attivisti ai sensi dell’articolo 654 del codice penale. "Introdotto come reato in epoca fascista, è stato depenalizzato e reso semplice multa amministrativa nel 1999, e rimodificato nel 2026 aumentando esponenzialmente la sanzione economica", riepiloga un testo partorito da un’"assemblea dell* multat* per trovare una risposta comune a questo nuovo strumento repressivo", postato sui social della Panetteria occupata. Centro sociale di riferimento di alcuni dei militanti che, insieme a colleghi del collettivo sgomberato a metà luglio dal "Settore occupato Città Studi" della Statale e ad antagonisti più anziani legati a realtà storiche dell’anarchismo milanese, si sono appena visti recapitare quelle multe inasprite ad aprile con l’ultimo decreto sicurezza del Governo: il massimale di prima, 400 euro, adesso è la sanzione minima, e si può arrivare a 2.400.