Dopo una lunga battaglia, il comparto conciario incassa il risultato atteso: meno vincoli burocratici e nuove prospettive di competitività. Ora gli ultimi passaggi per uscire definitivamente dai rischi del regolamento antideforestazioneLa Commissione Europea ha compiuto il passo atteso dal settore, approvando l’atto delegato che modifica l’elenco dei prodotti soggetti al regolamento Eudr contro la deforestazione. La novità più importante - come si legge su La Conceria e come anche il mondo della politica ha reso noto in questi giorni – riguarda l’esclusione della pelle bovina, in ogni fase di lavorazione, dal campo di applicazione della normativa. Una decisione che premia il lungo lavoro portato avanti da Unic – Concerie Italiane e Cotance, impegnate nel segnalare le criticità del regolamento originario. Bruxelles ha riconosciuto la natura di sottoprodotto della pelle bovina e l’impossibilità, per le concerie, di raccogliere tutte le informazioni richieste dall’Eudr. Secondo la Commissione, mantenere la pelle tra i materiali regolamentati avrebbe creato squilibri di mercato senza reali vantaggi nella lotta alla deforestazione.
L’esclusione evita così un aggravio burocratico ritenuto sproporzionato e restituisce competitività a una filiera strategica. Il percorso, però, non è ancora concluso: l’atto dovrà superare il periodo di esame di due mesi da parte di Parlamento e Consiglio europeo. In assenza di obiezioni entro il 13 settembre, la modifica entrerà definitivamente in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue. Una conferma che arriva in un momento cruciale per il mondo della pelle, alla vigilia di Lineapelle Milano. A Rho il settore si presenterà con una prospettiva più serena, pronto a cercare nuovi segnali di ripresa sui mercati internazionali. Anche nel Comprensorio del Cuoio la notizia viene accolta come una svolta attesa da imprese e istituzioni. Nei mesi scorsi la politica, a diversi livelli, aveva sostenuto le richieste del comparto contro un impianto giudicato penalizzante. La nuova impostazione europea riconosce il valore di una filiera che da anni chiede regole proporzionate e coerenti.






