CORTINA (BELLUNO) - Non solo nei parchi americani o nei film. I rangers arrivano anche nelle Dolomiti. Turismo cafone, overtourism ma anche inquinamento acustico e traffico invadono le nostre montagne, e l'Alto Adige risponde con queste figure che non hanno funzione repressiva ma sono privati "assoldati" dalle associazioni turistiche, e sono impegnati a far rispettare i divieti come voli di droni, campeggio abusivo, cani sciolti ma soprattutto sensibilizzare gli ospiti verso le buone pratiche. A fare da apripista è stata tre anni fa la Val Gardena con il passo Sella, e di seguito i luoghi più iconici come Seceda, Vallunga e Monte Pana. In questa stagione sono 15 i Südtirol Alto Adige Ranger che lavorano con l'obiettivo di interfacciandosi con la polizia municipale, i forestali e il soccorso alpino.
Interpellato sul tema qualche settimana fa, il sindaco di Livinallongo Oscar Nagler si è dichiarato favorevole a estendere la presenza dei ranger anche sul suo territorio comunale, in particolare nei passi, congestionati tra traffico e rumore. Nel Comune di Cortina è stato varato un dispiegamento straordinario degli agenti di polizia provinciale nelle aree extraurbane e nei sentieri più frequentati. L’obiettivo dichiarato non è quello di reprimere o fare cassa con le sanzioni, ma presidiare i punti critici per educare i visitatori alla consapevolezza dell’ambiente montano. Ma torniamo alla figura dei ranger. L’ASSOCIAZIONE «Negli Stati Uniti sono un pubblico ufficiale, un agente di pubblica sicurezza, addirittura non di polizia giudiziaria -puntualizza il presidente di Mountain Wilderness Luigi Casanova- Quando redige le multe certo penalizza, però fa educazione. Nel nostro paese l'istituzione dei ranger privati è una sconfitta istituzionale perché il compito della vigilanza, della formazione e dell'educazione è in capo allo Stato e degli enti sussidiari che in questo caso rinunciano a un loro dovere. Sessant'anni fa, quando ero ragazzino, vedevo i primi passi di un ambientalismo spontaneo che nasceva dal basso. Da li si è sviluppato un progresso socio-politico che ha portato a grandi leggi nazionali ed europee. Oggi la situazione è completamente diversa. Il giro delle Tre Cime di Lavaredo non è fatto da 150 escursionisti, è percorso di questi tempi da 4000 persone al giorno. E fra questi ci sono delle persone straordinarie con un'alta sensibilità ambientale, ma ci sono anche gli incivili. Il nodo della questione è che il Bellunese 30 anni fa ha cancellato i custodi forestali. Io ho fatto questo mestiere per 40 anni, ero agente di polizia giudiziaria e potevo agire anche in modo repressivo, ma soltanto sul territorio di competenza comunale». SOLUZIONE EFFICACE «Introdurre nuovamente questa figura -prosegue Luigi Casanova- sarebbe una soluzione efficace, però una provincia a statuto ordinario come la provincia di Belluno ha perso questo potere, mentre Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Val d'Aosta hanno l'autonomia piena sulla gestione dell'ambiente. Per il Bellunese si potrebbe pensare di fare pressione sui principali partiti per costruire una legge provinciale con fondi adeguati a sostenere il personale necessario per ciascun Comune». «È un disegno politico: vogliamo incidere o andiamo con la pacca sulle spalle? -conclude Casanova- Io sono per la necessità di incidere, che non vuol dire costruire i super poliziotti, perché sono contrario a un sistema solamente repressivo. Però bisogna anzitutto stabilire leggi precise su come ci si comporta sui sentieri o fin dove si può andare in bicicletta e dove invece è necessario fermarsi».








