Sempre più italiani scelgono la montagna per fuggire dal caldo estivo, ma l’alta quota sta facendo i conti con l’overtourism. Località iconiche come le Tre Cime di Lavaredo (foto) e il Lago di Braies sono presi d’assalto da migliaia di visitatori alla ricerca dello scatto perfetto da postare sui social. In estate si arrivano a registrare oltre 13.000 presenze giornaliere a fronte di una capienza sostenibile di circa 3.000 persone, con lunghe code per i bus e ingorghi sui sentieri.
Questo turismo mordi e fuggi – evidenziano gli amministratori locali – da una sola ora causa traffico insostenibile e non porta alcun reale beneficio all’economia locale. Per tutelare il territorio, il sindaco di Dobbiaco, Martin Rienzner, e il presidente di Federalberghi Belluno propongono un sistema di prenotazione online obbligatoria a numero chiuso — sulla falsariga del modello Venezia e dei grandi parchi statunitensi — o un ticket per l’area Unesco, con corsie preferenziali per chi pernotta nelle strutture locali.
Il dibattito che ne è scaturito divide le istituzioni: se alcuni amministratori spingono per frenare il caos, altri, come il sindaco di Cortina o la Provincia di Belluno, temono elevati costi gestionali e il rischio di penalizzare le zone meno visitate. La sfida futura richiederà una regia sovraregionale per coordinare la gestione dei flussi.








