BELLUNO - «Le Dolomiti come parchi giochi? No grazie. Ma non lamentiamoci dell’eccesso di presenze turistiche sui sentieri, sui passi e nei paesi. Dieci anni fa la situazione era diametralmente opposta: ci si lamentava del poco lavoro estivo». Il sindaco di Val Di Zoldo, Camillo De Pellegrin, entra a gamba tesa su un tema di stringente attualità.

Tornelli sui sentieri contro l'overtourism, eccone un altro: «Nei nostri pascoli lasciano rifiuti e rischiano la vita, è un grido d'aiuto»

È stato infatti un Ferragosto da tutto esaurito nelle strutture ricettive delle Dolomiti Bellunesi, con la montagna in questi giorni presa d’assalto dai turisti, complici anche le elevate temperature della pianura che spingono i turisti verso luoghi più freschi, anche per il classico selfie da esibire sui social. I luoghi più conosciuti, come Tre Cime di Lavaredo, lago di Sorapis, Cortina o i passi del circuito Sellaronda, assomigliano in questi giorni alle strade dello struscio cittadino. Un incremento senza pari per il turismo estivo in quota dunque, grazie anche a quello internazionale, ma da più parti monta la polemica sull'eccesso dei flussi turistici. Fra le soluzioni proposte c'è chi arriva a ipotizzare numero chiuso o ticket sui passi dolomitici. «C’è un atteggiamento esasperato da parte di chi ritiene che la montagna sia un proprio bene esclusivo - afferma De Pellegrin - e questo non è accettabile, ma non si possono non apprezzare le fortune legate a questo incremento del turismo».