«L'estate è iniziata con i migliori auspici, con numeri ottimi: certo, non sono quelli di altre Dolomiti, chi viene da noi non troverà i tornelli sui sentieri, l'over turismo da noi non esiste. Chi viene a visitare il nostro territorio non potrà certo contare su alberghi a sei stelle, quelle le può ammirare solo guardando il cielo in queste notti di agosto, ma potrà pernottare in quelle vecchie case adibite ad albergo diffuso che ti danno l'impressione di tornare indietro nel tempo».

Lo scrive il presidente del Parco naturale delle Dolomiti friulane, Antonio Carrara, che è anche sindaco di Erto e Casso, nell'editoriale contenuto nella pubblicazione che l'ente protetto fa recapitare a tutti i residenti dei dieci comuni che ne fanno parte: oltre a Erto, anche Andreis, Barcis, Cimolais, Claut, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Frisanco, Montereale e Tramonti di Sopra.

Il messaggio è chiaro: a cavallo tra le province di Pordenone e Udine c'è ancora ampio spazio di manovra, perché questa porzione di montagna è capace di dare risposte senza creare ansie a chi la frequenta. «Non troverete nei nostri rifugi, nelle malghe e nei ristoranti le aragoste a 2.000 metri - ammonisce Carrara -, ma dei gestori ospitali che vi attendono e vi offrono i cibi nel nostro territorio, realizzati secondo le vecchie tradizioni da altrettanti coraggiosi produttori, molte volte giovani, che credono e investono quassù. Potrete affrontare percorsi bellissimi immersi nella natura e ascoltare quel silenzio che ormai è raro. Benvenuti nel Parco delle Dolomiti Friulane, le Dolomiti del silenzio, e buone vacanze a tutti».