Nessuna paletta, niente verbali e nemmeno poteri sanzionatori, il compito sarà quello di dialogare con i visitatori e ricordare che la montagna non è un parco giochi.
Il monte Seceda, in Val Gardena
Dall’estate 2026 entreranno in servizio i Südtirol Alto Adige Ranger, quindici operatori incaricati di presidiare alcune delle località più frequentate dell’Alto Adige, diventate negli ultimi anni mete imprescindibili per migliaia di turisti e appassionati di fotografia. Gli assudui frequentatori delle Dolomiti ben conoscono i luoghi interessati dall’iniziativa: i Ranger saranno presenti al Lago di Braies, sul Seceda, lungo i principali passi dolomitici, nei dintorni della chiesetta di Ranui e di Santa Maddalena in Val di Funes, all’Alpe di Siusi, al Lago di Carezza e nella gola del Bletterbach. Sono tutte desinazioni celebri, che stagione dopo stagione attirano un numero crescente di visitatori e finiscono regolarmente sui social network di tutto il mondo.
Più che controllo e repressione, l’iniziativa vuole promuovere il dialogo con i turisti, finalizzato all’adozione di una serie di comportamenti rispettosi dell’ambiente. I Ranger avranno il compito di sensibilizzare le persone, spiegando perché sia importante mantenere le distanze dalla fauna selvatica, evitare il sorvolo dei droni nelle aree sensibili e seguire le regole basilari della convivenza con la natura. Il progetto coinvolge direttamente le organizzazioni turistiche di Braies, Val Gardena, Alta Badia, Funes, Val d’Ega, Alpe di Siusi, Fiè e Siusi, insieme ai rispettivi Comuni e al GEOPARC Bletterbach. I nuovi operatori lavoreranno in collaborazione con il Servizio forestale provinciale e affiancheranno, senza sostituirli, i Ranger già attivi nei parchi naturali. L’iniziativa nasce dalla crescente pressione turistica registrata negli ultimi anni, visto che in alcune aree il numero di visitatori è aumentato più rapidamente rispetto alla capacità del territorio di gestire i flussi. I nuovi Ranger opereranno soprattutto nelle zone esterne alle aree protette, dove la presenza di personale dedicato alla sorveglianza e all’informazione è più limitata.






