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Matteo Marcon

Accordo tra Regione Veneto, Provincia di Belluno e Comune: la polizia provinciale in aiuto ai vigili. «Il turismo va governato»

Stop al turismo cafone in montagna: al via nella Perla delle Dolomiti il primo presidio estivo per sensibilizzare gli escursionisti. C’erano una volta a Venezia (e ci sono ancora) certi visitatori, in abito da spiaggia, che si approcciavano al centro storico trasformando i masegni delle fondamenta in zone sdraio dove prendere il sole o, peggio, in trampolini per tuffarsi e fare il bagno nelle torbide acque della Laguna. Ora il turismo cafonal non è più un’esclusiva del Capoluogo: nella geografia dei flussi turistici, trainate dalla recente edizione dei Giochi Olimpici invernali e prima ancora dal riconoscimento dell’Unesco, si sono imposte come meta irrinunciabile anche le Dolomiti. Nel 2025 sono stati un milione e 118 mila i visitatori nel distretto delle montagne bellunesi, in aumento dell’11% sull’anno precedente. Sarà il bisogno sempre più frequente di una fuga dall’afa della Pianura Padana e di un soggiorno climatico in alta quota, oppure la passione per l’outdoor e gli scorci mozzafiato dei monti pallidi: il risultato è che sempre più persone si approcciano agli ambienti di montagna e spesso lo fanno ignorando le più basilari regole del buon senso.