L’album fotografico dell’estate ormai agli sgoccioli rischia di restituire un Veneto ben diverso da quello della scintillante narrazione di «prima regione turistica d’Italia». Si tratta di istantanee innegabilmente trash in cui il «nudismo» noncurante la fa da padrone. Eclatante il caso dei turisti che si lavano o si cambiano accanto al «furgone camperizzato» in pieno centro a Cortina d’Ampezzo.
Così il presidente della Regione Luca Zaia invoca il Daspo urbano per i «turisti cafoni». A dire il vero, un provvedimento simile è già previsto, ad esempio, nel regolamento cittadino del Comune di Venezia. Del resto, il capoluogo ha fatto da apripista anche sul fronte del decoro. E il Daspo (o qualcosa che gli somiglia) è stato introdotto contro chi vaga serenamente fra le calli a petto nudo o chi ha preso il Canal Grande (è successo innumerevoli volte) per una piscina da tuffi.









