VENEZIA Dalle calli di Venezia al centro di Verona, il Veneto è sempre più alle prese con l'overtourism. Un sovraffollamento turistico tale da mettere in crisi la capacità di accoglienza delle destinazioni, compromettendo la qualità dei servizi e la fruibilità degli spazi, al punto non solo da causare code e danni, ma anche da ridurre la sopportazione dei residenti e da penalizzare l'esperienza dei viaggiatori. Problemi a cui le istituzioni rispondono con varie misure: dal contributo d'accesso al capoluogo lagunare (fra 5 e 10 euro in determinate giornate, ad esempio in tutti i fine settimana di luglio, veneti esclusi); all'obbligo di prenotazione, percorso e pagamento per chi visita il Cortile di Giulietta (5 euro). Ma ormai il fenomeno non è più limitato alle città di pianura, estendendosi pure alle località di montagna, come dimostra la via imboccata da Auronzo di Cadore, contingentando gli accessi alle Tre Cime di Lavaredo. Diversa è invece la scelta di Cortina d'Ampezzo, meta gettonata tanto più dopo le Olimpiadi, dove entra nella fase operativa il progetto-pilota voluto dal Comune, dalla Provincia di Belluno e dalla Regione: quest'estate sui sentieri verranno schierati gli agenti, per «fornire indicazioni sui percorsi, promuovere comportamenti corretti, richiamare al rispetto delle norme e contribuire a prevenire situazioni di rischio legate a una frequentazione superficiale dell'ambiente montano».