I riformisti dem avrebbero votato no al testo Pd-M5s-Avs, non condiviso e senza il Safe. Sarebbe stata la certificazione di una frattura interna. Tensioni e timori per le primarieNon bastano i regolamenti delle camere, che precludono il voto delle risoluzioni che sostengono il contrario del testo votato e approvato per primo, cioè quello della maggioranza. Certo, mercoledì hanno aiutato a non certificare sui tabelloni, con i numeri, il passo falso del campo largo: per il Pd è una manciata di voti in dissenso, ma politicamente pesanti; per l’alleanza, l’ennesima distanza fra il blocco Pd-M5s-Avs e Iv-+Europa. Succede all’ultimo voto prima della pausa estiva, quello in cuiDaniela PreziosiCronista politica e poi inviata parlamentare del Manifesto, segue dagli anni Novanta le vicende della politica italiana e della sinistra. È stata conduttrice radiofonica per Radio2, è autrice di documentari, è laureata in Lettere con una tesi sull'editoria femminista degli anni Settanta. Nata a Viterbo, vive a Roma, ha un figlio.