| 5 Agosto 2026 16:01 |

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(Adnkronos) –

Una spaccatura già scritta nei voti in Parlamento. Ed invece il regolamento della Camera è intervenuto ad evitare di mettere nero su bianco la frattura nel Pd. La risoluzione di Pd-M5S-Avs sulle comunicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti non è stata infatti messa ai voti, in quanto preclusa. Il dato politico, però, resta. “La risoluzione non si vota. Se si fosse votato, comunque non l’avrei sostenuta. Il testo resta non condivisibile”, mette agli atti Lorenzo Guerini. Ieri sera l’area riformista dem, quando il testo della risoluzione è stato diffuso, aveva già manifestato la contrarietà. “La notte porti consiglio”, l’auspicio. Ma non c’è stata alcuna modifica al testo depositato questa mattina.

Piena soddisfazione di 5 Stelle e Avs. Per la segreteria Schlein, parla il responsabile Esteri Peppe Provenzano che sulla risoluzione unitaria la mette così: “Abbiamo presentato una risoluzione sullo scostamento che abbiamo costruito con altre forze di opposizione e che contiene le posizioni già più volte espresse e formulazioni che abbiamo già votato in mozioni unitarie recentemente con tutte le forze di opposizione della nostra alleanza”. Quindi il no al 5% del Pil per la Nato, il no “alla corsa al riarmo dei singoli Stati mentre sosteniamo la necessità di costruire una vera difesa europea. Sono le nostre battaglie di tutti questi mesi”, argomenta Provenzano.