Era già tutto previsto. La Camera ha salvato l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. L’ha fatto votando, a scrutinio segreto, contro la richiesta dei pm di Roma sull’acquisizione delle chat intercorse tra il potente meloniano e il prestanome del clan Senese Mauro Caroccia (206 i sì e 133 no). Eppure lo stesso Delmastro Delle Vedove aveva dichiarato, a mezzo nota, di essere favorevole a che i magistrati capitolini, che indagano sulla società in cui era socio con la figlia di Caroccia, Miriam, leggessero le sue conversazioni. Non sarà possibile.

Delmastro, la guerra delle chat. «Che cosa nasconde la destra?»

La messaggistica, contenuta del cd spedito al presidente della Camera Lorenzo Fontana, dal procuratore capo Francesco Lo Voi, resterà al sicuro nella cassaforte. E Delmastro Delle Vedove, che non è indagato, non rischierà neanche l’imbarazzo (politico) dovuto alla lettura dei suoi Whatsapp.

Anche il legale dei Caroccia – sia padre sia figlia sono indagati dai pubblici ministeri per riciclaggio e intestazione fittizia di beni – avrebbe desiderato che le chat venissero pubblicate: era stato proprio lui, il penalista Fabrizio Gallo, a inoltrarle ai pm di piazzale Clodio che però senza l’autorizzazione della Camera non potranno leggerle.