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L’Aula della Camera ha negato alla Procura l’autorizzazione ad acquisire le chat del deputato ed ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. La proposta del relatore di maggioranza nella Giunta per le autorizzazioni è stata approvata a scrutinio segreto con 206 voti favorevoli e 133 contrari.Subito dopo il voto è scoppiata la protesta delle opposizioni. I deputati del Movimento 5 Stelle sono scesi dai propri scranni e si sono diretti verso i banchi della maggioranza con i cellulari alzati, richiamando la campagna #fuorilechat. Tra urla, cori e contestazioni, la seduta è stata sospesa.La maggioranza: «Nessun ostacolo alle indagini»

La tensione era cresciuta già durante la discussione, in particolare nel corso dell’intervento di Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia. La presidente di turno, Anna Ascani, è intervenuta più volte per richiamare all’ordine alcuni deputati dell’opposizione.Il relatore di maggioranza Pietro Pittalis ha sostenuto che il diniego non impedirebbe ai magistrati di proseguire gli accertamenti. «Difendere l’articolo 68 significa pretendere che la legge sia rispettata», ha affermato, definendo «inconsistente e pericoloso» l’argomento secondo cui il voto rappresenterebbe uno scudo per ostacolare l’attività della magistratura.