È il giorno del voto in Aula alla Camera sulle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro con l'imprenditore romano Mauro Caroccia, in passato indagato e poi condannato in primo grado nell'ambito di un'inchiesta antimafia sul clan camorristico Senese a Roma. Sulla possibilità di dare l'accesso ai pm al contenuto delle chat del deputato di FdI è scontro: la maggioranza spinge per non renderle visionabili. Anche per questo ci sono state proteste dei senatori e dei deputati M5s, sia a Palazzo Madama che a Montecitorio, durante le dichiarazioni di voto. Alla Camera, i pentastellati hanno sollevato i cellulari inscenando un'azione simbolica di protesta e richiamando la campagna #fuorilechat promossa in queste settimane.
Il caso delle chat
Le chat in questione, secondo la Procura di Roma, fornirebbero elementi fondamentali nell’ambito di un’indagine sul ristorante La Bisteccheria d’Italia, di cui Delmastro è stato anche socio e di cui risultava proprietaria la figlia 19enne di Caroccia: è per il polverone sollevato da questo caso che, negli scorsi mesi, la premier Giorgia Meloni aveva chiesto le sue dimissioni (anche se lui non è indagato). Come per ogni parlamentare, i magistrati devono però avere l’autorizzazione della Camera di appartenenza per poter acquisire gli atti in cui è coinvolto Delmastro.













