Con 206 sì e 133 no, i parlamentari della maggioranza impediscono ai giudici di utilizzare i messaggi tra l'ex sottosegretario alla Giustizia e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan seneseCon 206 sì e 133 no, i parlamentari della maggioranza impediscono ai giudici di utilizzare i messaggi tra l'ex sottosegretario alla Giustizia e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan seneseL'Aula della Camera, negli ultimi giorni utili prima della pausa estiva, si accende per il caso che ha portato alle dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. La maggioranza di centrodestra, nonostante lo scrutinio segreto chiesto dalle opposizioni e accolto dalla presidenza, regge: 206 voti che negano alla procura di Roma l'autorizzazione a utilizzare le chat tra il deputato di Fratelli d'Italia e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan senese. I contrari al parere della Giunta delle autorizzazioni, che si era già espressa per impedire l'acquisizione dei messaggi, sono 133.Le dichiarazioni di voto dei partitiCon il beneficio della segretezza del voto, sulla base delle dichiarazioni ufficiali fatte in Aula, i partiti che hanno votato per non autorizzare la magistratura all'uso delle chat di Delmastro sono quelli della maggioranza, più gli 8 deputati di Futuro nazionale. Invece, si sono espressi a favore dell'utilizzo tutte le altre forze di opposizione: Partito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi sinistra, Italia viva e Azione.La vicenda in breveLa vicenda ruota intorno alla partecipazione di Delmastro nell'attività imprenditoriale legata alla "Bisteccheria d'Italia", ristorante della società Cinque forchette. Secondo l'impianto della procura, le conversazioni scambiate dal deputato di Fdi - non indagato - sarebbero utili per ricostruire i rapporti economici e la gestione dell’attività, su cui gravano ipotesi di riciclaggio e intestazione fittizia di beni aggravata dall’agevolazione mafiosa.Il voto odierno arriva dopo un percorso accidentato per l'accesso alle chat: parere negativo della Giunta, rinvio del voto in Aula dopo una lettera del procuratore capo Francesco Lo Voi, secondo cui le conversazioni non avrebbero solo valore investigativo ma anche finalità di garanzia per la difesa, poi lo scontro sull'accesso dei parlamentari al materiale trasmesso dalla procura, rimasto inaccessibile ai componenti della Giunta, e infine il diniego dell'Aula. Ora le chat, almeno per via parlamentare, sono inutilizzabili dai giudici. Restano aperte due ipotesi di conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale: quella dei magistrati sui limiti del controllo parlamentare e quella annunciata dal presidente della Giunta Devis Dori (Avs), che ritiene lese le prerogative dei componenti dell'organismo cui è stata negata la visione degli atti.Lo scontro in AulaSono intervenuti i leader dei partiti di opposizione per cercare di persuadere il centrodestra a consentire ai giudici di accedere alle conversazioni. "Vi chiediamo di non trasformare una legittima prorogativa in uno scudo. Se lo stesso Delmastro ha detto più volte che non ha nulla da nascondere, perché lo state nascondendo voi? Questa è la domanda, a cui tanti italiani cercano risposta. La Presidente del Consiglio aveva scelto parole molto nette: aveva detto che non avrebbe più coperto nessuno. Perché la presidente del Consiglio sta facendo il contrario? Consentite l'acquisizione di quelle conversazioni, lasciate che emerga la verità". Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo alla Camera sul caso Delmastro. "Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani, non dei propri. In un paese che ha una crescita allo zero, un calo della produzione industriale che va avanti da tre anni quasi consecutivi, con tante vertenze aperte, le bollette che sono, come sapete, tra le più care d'Europa, tutte le vostre energie sono concentrate a salvare voi stessi. Noi, colleghi, vi chiediamo di votare a favore dell'autorizzazione. Vi chiediamo di non impedire la ricerca della verità su un processo per fatti connessi alle mafie. Altrimenti, non vogliamo mai più sentirvi nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo. Perché la memoria dei servitori dello Stato, che hanno sacrificato la vita nel contrasto alle mafie, appartiene a tutti. Appartiene alla Costituzione e oggi suggerirebbe di votare tutti insieme per far fare il proprio lavoro ai magistrati che contrastano le mafie"Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Caso Delmastro, la Camera con voto segreto nega alla procura di acquisire le chat del deputato di Fratelli d'Italia
Con 206 sì e 133 no, i parlamentari della maggioranza impediscono ai giudici di utilizzare i messaggi tra l'ex sottosegretario alla Giustizia e Mauro Caroccia,












