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Il governo propone, e il Parlamento approva: chiederà a Bruxelles di attivare la “clausola di salvaguardia nazionale” per il triennio 2026-2029. 35 miliardi in tutto: investimenti strutturali, non sussidi, sul capitolo energia; per la difesa anche spese correnti legate al funzionamento. Scostamento atteso in autunno, dopo l’esito sulla procedura per deficit eccessivo

Dal punto di vista del governo, è l’operazione più logica e conveniente possibile: aprire il paracadute europeo su energia e difesa per non arrivare all’ultima manovra prima delle elezioni senza il minimo di risorse per una finanziaria “politica”. Un paracadute che non è immenso, quello dell’attivazione della clausola di salvaguardia nazionale, la National Escape Clause: vale uno spazio complessivo pari all’1,5% del Pil nel triennio 2026-2028, diviso tra lo 0,6% che vanno destinati a interventi di sicurezza energetica e circa lo 0,9% per difesa e sicurezza.