<p>La premier Meloni e tutti i leader dei partiti di maggioranza hanno deciso: va attivata la clausola di salvaguardia nazionale sul Patto di Stabilità europeo per contrastare il caro energia.
Si sbloccherebbero così 14 miliardi per il triennio 2026-28, visto che è concessa una flessibilità pari allo 0,3% del pil all'anno fino al 2028, con un tetto complessivo dello 0,6%.</p><p>Il termine per aderire alla misura è il 15 agosto, ma deve essere effettuato l'iter parlamentare di approvazione di adesione alla «National Escape Clause».
Questo significa che le Camere hanno meno di un mese per approvare una risoluzione che impegni il governo a sfruttare l'opportunità della clausola di salvaguardia.
Quel che è certo è che la deroga al Patto di Stabilità vuole evitare che si produca ulteriore debito pubblico senza un reale ritorno della spesa, quindi i 14 miliardi che l'Italia potrà sbloccare non potranno finanziare bonus o incentivi singoli ma soltanto misure per la transizione energetica, con effetti di più lungo termine.
Sono ammissibili, ad esempio, il rafforzamento delle reti elettriche, i sistemi di accumulo, le misure di efficienza energetica, il sostegno alla capacità produttiva delle tecnologie pulite e gli incentivi all'acquisto di batterie, fotovoltaico e veicoli elettrici.</p><p>Dopo il vaglio del Parlamento, la palla passerebbe al ministero dell'Ambiente per proporre una lista di misure da attuare, d'intesa con il Mef, che dovranno poi passare sul tavolo del governo.







