L’Ue è pronta sbloccare fino a 14 miliardi per l’energia. Lo strumento di flessibilità, inserito all’interno della clausola di salvaguardia per la difesa, consentirà uno scostamento fino allo 0,3% del Pil all’anno per tre anni. Gli investimenti però dovranno seguire criteri rigidi. Restano fuori taglio delle accise, sussidi o sconti in bolletta.

L'Ue è pronta a sbloccare fino a 14 miliardi per l'energia, venendo così incontro alle richieste di maggiore flessibilità da parte dell'Italia. Non è prevista una risposta formale alla lettera in cui Giorgia Meloni chiedeva delle deroghe al Patto di stabilità per le spese energetiche ma la proposta dovrebbe arrivare in giornata.

Il pacchetto flessibilità sarà inserito nell'ambito della clausola di salvaguardia per la difesa, che consente di derogare al Patto di stabilità fino all'1,5% del Pil all'anno. All'interno di questa cornice sarà permesso uno scostamento fino allo 0,3% del Pil all'anno per tre anni (2026,2027 e 2028). Il limite massimo è dello 0,6% per il triennio. Per l'Italia la misura si concretizza in un tesoretto di circa 14 miliardi per il triennio e di 6,6 miliardi l'anno (in termini assoluti) da utilizzare secondo criteri precisi. Il governo Meloni non potrà disporre di questi fondi liberamente ma dovrà seguire rigidi paletti. Gli investimenti infatti dovranno essere mirati ad aumentare l'indipendenza energetica dell'Ue attraverso il ricorso a fonti rinnovabili.