L’Unione europea ha deciso di concedere agli Stati membri una maggiore flessibilità sui conti pubblici per sostenere gli investimenti legati all’energia e alla transizione verde, in un contesto ancora segnato dai rincari energetici e dalle tensioni sui mercati internazionali, legati anche alla crisi in Medio Oriente e alle pressioni dei governi nazionali per avere margini di intervento più ampi. Per l’Italia lo spazio potenziale viene indicato fino a circa 14 miliardi di euro, ma non si tratta di risorse aggiuntive né di fondi immediatamente disponibili: è una cornice contabile che consente di escludere alcune spese dal perimetro più rigido dei vincoli di bilancio, purché coerenti con gli obiettivi europei e autorizzate dalla Commissione Ue.
Il punto centrale, infatti, non è l’arrivo di nuovi soldi, ma la possibilità di cambiare il modo in cui alcune spese vengono registrate nei conti pubblici. La decisione di Bruxelles arriva dopo mesi di richieste da parte degli Stati membri, che chiedevano più margini per affrontare il caro energia senza bloccare gli investimenti strategici. Il compromesso trovato non coincide pienamente con le richieste iniziali dell’Italia, che puntava a uno spazio più ampio e più flessibile anche sulle misure di breve periodo (a partire dal taglio delle accise sui carburanti), ma risulta più vicino alle posizioni di altri Paesi, in particolare della Spagna, che aveva spinto con forza per una maggiore libertà sugli investimenti legati alla transizione energetica.Telemarketing, Assocontact: nuove norme combattano operatori illegaliRinnovabili, reti ed efficienza energetica La parte più rilevante delle risorse riguarda il sistema energetico, con una quota stimata tra i 6 e gli 8 miliardi, potenzialmente indirizzabile a rinnovabili, reti e sistemi di accumulo. L’obiettivo è duplice: aumentare la produzione da fonti pulite e rendere il sistema elettrico in grado di gestirla senza squilibri. In concreto, questo significa nuovi impianti fotovoltaici ed eolici, ma soprattutto investimenti sulle infrastrutture di rete, spesso il vero collo di bottiglia della transizione energetica.Una parte significativa potrebbe essere destinata al potenziamento delle linee di trasmissione e distribuzione, insieme allo sviluppo di sistemi di accumulo su larga scala, come batterie e impianti di pompaggio, indispensabili per stabilizzare la produzione intermittente delle rinnovabili.Un secondo blocco, tra i 3 e i 4 miliardi di euro, riguarda l’efficienza energetica. Qui l’attenzione si concentra sulla riduzione dei consumi strutturali, attraverso interventi sugli edifici pubblici e privati. In primo piano ci sono le pompe di calore, considerate uno degli strumenti chiave per sostituire i sistemi di riscaldamento più energivori e ridurre la dipendenza dal gas. Accanto alle abitazioni private, una parte delle risorse potrebbe essere destinata agli edifici pubblici, dove i costi sono più elevati ma l’impatto sui consumi è più stabile nel tempo.Social card e voucher energia da 100 euro: requisiti e quando arrivano. Atteso decreto attuativoMobilità elettrica e voucher energia Tra i 2 e i 3 miliardi potrebbero quindi essere indirizzati alla mobilità elettrica, con interventi sia sul lato della domanda sia su quello dell’offerta infrastrutturale. Da un lato ci sono gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche o ibride plug-in, con contributi medi che potrebbero oscillare tra 4.000 e 7.000 euro per veicolo. Dall’altro c’è il potenziamento delle colonnine di ricarica, che richiede non solo installazione ma anche adeguamenti della rete elettrica locale, con costi spesso elevati per singolo punto di ricarica.Una quota compresa tra gli 1 e i 2 miliardi di euro dovrebbe infine essere destinata a misure di sostegno diretto alle famiglie, come il voucher energia per i nuclei più fragili. L’obiettivo è attenuare l’impatto delle bollette in una fase in cui i prezzi dell’energia restano ancora sopra i livelli pre-crisi. Gli aiuti potrebbero assumere la forma di contributi, con importi ipotizzati intorno ai 100 euro. Il governo si appresta in questi giorni a collegare il nuovo voucher una tantum alla social card, la carta per gli acquisti alimentari da circa 500 euro dedicata a chi ha un Isee fino a 15mila euro.«Dobbiamo restare cauti sulle accise. Comprare gas russo? Una scemenza». Il commento di Gilberto Pichetto FratinLa partita contabile Un elemento rilevante riguarda poi la possibilità di riorganizzare la spesa pubblica. In teoria la cornice europea è pensata per finanziare nuove spese legate alla transizione energetica, ma nella pratica l’Italia potrebbe provare a sfruttarla anche come leva contabile per spostare una parte degli investimenti già programmati per la transizione energetica su questi nuovi spazi di flessibilità.In questo modo alcuni interventi green già previsti nei piani nazionali potrebbero essere coperti attraverso la cornice europea, liberando risorse nel bilancio ordinario. Quelle risorse “liberate” potrebbero poi essere utilizzate per altre priorità, anche non strettamente vincolate agli obiettivi verdi, ad esempio misure più flessibili di sostegno a famiglie e imprese sul fronte del caro energia (come lo stesso taglio generale delle accise, pur criticato da Bruxelles perché aiuta per lo più le fasce di popolazione più ricche).Si tratterebbe, però, di un’operazione complessa e non automatica: ogni singolo spostamento dovrà essere verificato e autorizzato dalla Commissione europea, che dovrà stabilire caso per caso cosa rientra effettivamente nel perimetro della flessibilità concessa agli Stati membri.Fratoianni: altro che patrioti, nucleare contro interessi nazionali










