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Francesca Basso

La proposta della Commissione per estendere all’energia la clausola nazionale di salvaguardia per la difesa sarà presentata mercoledì. Un freno sul taglio delle accise

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTEBRUXELLES - La Commissione europea va incontro alle richieste dell’Italia: un margine di flessibilità a disposizione degli Stati membri per gli investimenti legati alla crisi energetica all’interno della clausola di salvaguardia nazionale per le spese in difesa. Tuttavia l’uso della flessibilità è limitato agli investimenti per la transizione verde e non potrà essere usato per finanziare il taglio delle accise su diesel e benzina. È passata la linea della premier Meloni e del ministro dell’Economia Giorgetti, secondo i quali merita un trattamento speciale dal punto di vista dei bilanci pubblici anche la «sicurezza economica», ma declinata secondo l’obiettivo Ue di aumentare l’indipendenza energetica attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

La clausola per la difesa permette di derogare al Patto di stabilità fino a un massimo dell’1,5% di Pil all’anno fino al 2028. La flessibilità per l’energia, secondo le ultime discussioni suscettibili ancora di cambiamenti, consente uno spazio fiscale per tre anni — 2026, 2027, 2028 — per un massimo totale dello 0,6% e annuo fino allo 0,3% del Pil. Per l’Italia, in termini assoluti, lo 0,6% corrisponde a circa 13,5-14 miliardi di euro.