L’ufficializzazione è attesa per domani, mercoledì 3 giugno, nell’ambito del pacchetto di Primavera del Semestre Europeo. Dalla Commissione europea arriva l’ok a una mini-clausola di salvaguardia nazionale: un intervento di flessibilità sulle spese per l’energia ma solo riguardo agli investimenti.

Dopo valutazioni ad oltranza a Bruxelles, la Commissione risponde così, solo in parte, alla richiesta di misure contro il caro-energia avanzate dall’Italia. Giorgia Meloni, in realtà, aveva chiesto di estendere all’energia lo scorporo dal deficit delle spese per la difesa. Una richiesta accolta, ma solo in piccola parte, con l’attenzione però ad aprire agli investimenti e non ai sussidi.

La flessibilità per gli investimenti nell’energia prevede la possibilità di chiedere all’interno della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa dell’1,5% del Pil (questa per quattro anni), deroghe fino a uno 0,3% massimo l’anno (tradotto: 6,5 miliardi di euro. ) per il triennio 2026-2028 e per un massimo cumulato dello 0,6%. Secondo quanto si apprende ancora da Bruxelles, i nuovi investimenti, implementati dal febbraio 2026, dovranno essere mirati, temporanei e non aumentare la domanda di combustibili fossili. La comunicazione Ue chiederà misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico europeo e accelerino la transizione dai fossili.